Dettaglio
5 luglio 2010
Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna
Udienza conoscitiva I commissione
"Assestamento di bilancio 2010"
ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELL'EMILIA-ROMAGNA
Udienza conoscitiva I commissione
"Assestamento di bilancio 2010"
Bologna, 5 luglio 2010
Relatore: LUCIANO VECCHI
Oggetti:
- Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: Legge finanziaria regionale
- Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: Assestamento del Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2010 e del Bilancio pluriennale 2010-2012
Testo dell’intervento introduttivo del relatore Luciano Vecchi
Cari amici,
vi ringrazio della vostra partecipazione all’udienza conoscitiva che, come I commissione dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna abbiamo voluto convocare per conoscere gli orientamenti e le valutazioni dei rappresentanti della società civile e delle categorie economiche sia rispetto all’assestamento del bilancio della Regione che per quanto riguarda le priorità da seguire nelle politiche del nostro territorio.
Il confronto con la società civile è per noi sostanza del nostro modo di concepire la politica al servizio dell’interesse comune. Si tratta di meglio definire gli obiettivi politici ma anche di valutare la corrispondenza tra gli strumenti a disposizione con i risultati concreti dell’azione di governo.
Questa discussione – sul completamento del bilancio regionale per il 2010 – avviene mentre, a livello nazionale, si sta discutendo di una “manovra” finanziaria che – se non modificata – rischia di modificare la “Costituzione reale” del Paese, espropriando le Regioni e il sistema delle Autonomie Locali delle risorse per assolvere ai compiti che sono loro assegnati. Per l’Emilia-Romagna – allo stato delle cose – si tratterebbe di una taglio, per il 2011, di oltre 650 milioni di Euro, quasi il 25% del bilancio extra-sanitario.
Se così fosse – e discuteremo di ciò domani in una sessione straordinaria dell’Assemblea Legislativa Regionale – gli scenari futuri sarebbero inediti ed inquietanti.
Pieno sostegno va all’iniziativa, promossa unitariamente dai Presidenti di tutte le Regioni italiane, per cambiare profondamente una manovra ingiusta ed iniqua che va, peraltro, in direzione opposta ad una federalismo che rischia di soccombere prima di vedere la luce.
Per quanto riguarda gli argomenti oggi in discussione, si tratta di un assestamento di bilancio di oltre 210 milioni di Euro, frutto di una gestione saggia e prudente che intende investire ulteriori risorse nelle priorità che l’Emilia-Romagna si è data: affrontare la crisi economica e sociale, promuovere la green economy e rafforzare la tutela e il governo del territorio.
1. Premessa
La manovra di assestamento di bilancio pone al centro dell’attenzione due elementi:
o un momento di valutazione complessiva delle dinamiche delle risorse e delle spese intervenute nella prima parte dell’anno,
o un momento di attenzione alla gestione del bilancio mediante la quale vengono perseguiti gli obiettivi di governo prefissati.
Infatti, attraverso l’assestamento di bilancio si esercitano le funzioni di aggiornare:
o i residui attivi e passivi,
o la giacenza di cassa,
o il saldo finanziario sulla base delle definitive risultanze contabili dell’esercizio precedente.
Su tale base, si procede dunque a rideterminare i valori della giacenza di cassa, del risultato di amministrazione e dei residui attivi e passivi.
Attraverso l’assestamento – dal lato delle entrate – le previsioni di competenza e di cassa sono riviste alla luce del quadro di riferimento, tenendo conto anche della più recente evoluzione del gettito di ciascuna. Di conseguenza, in tale contesto l’assestamento esplica, anche una funzione di adeguamento ricognitiva delle tendenze in atto.
Diversamente, i risultati conseguiti nel 2009 saranno compiutamente analizzati in occasione della relazione annuale sul Rendiconto generale della Regione.
2. La situazione dell’economia
La manovra di assestamento al bilancio si sviluppa in un momento particolarmente difficile per l’economia italiana, a causa del perdurare della crisi economica internazionale che continua a far sentire i suoi morsi.
Sono centinaia di migliaia le imprese che denunciano la riduzione di ordini e commesse. A livello nazionale il ricorso alla cassa integrazione è 10 volte più alto di due anni fa; la disoccupazione sfiora ormai il 9% e supera il 28% tra chi ha meno di 30 anni, per di più l'Italia continua ad avere più bassi livelli di occupazione femminile.
Per non parlare di quei tantissimi giovani che perdono anche quel lavoro precario o a termine che faticosamente avevano trovato, dopo lunghe e umilianti attese. Risulta evidente quanto sia irresponsabile e propagandistico, come fa il Governo, far credere ogni giorno agli italiani che la crisi sia ormai alle nostre spalle.
Basti pensare che nel 2009 a livello nazionale diversi sono stati gli indicatori negativi:
• Il PIL ha segnato una contrazione del 5 per cento.
• Si è arrestata la flessione del terziario.
• È proseguita, pur attenuandosi, la flessione delle costruzioni.
• L’inflazione è calata su valori storicamente bassi, allo 0,8 per cento nella media del 2009 (dal 3,3 dell’anno precedente).
• l’occupazione si è ridotta di 815.000 unità (da aprile 2008 a marzo 2010). Il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel marzo di quest’anno l’8,8 per cento, ritornando sui livelli del 2001.
Non serve coltivare illusioni e fare gioghi di prestigio. Quel che serve sono politiche concrete anticrisi: un accesso più facile al credito bancario per le imprese; sostegni alle aziende per aiutarle a investire e esportare: apertura di cantieri di opere pubbliche. Al nostro paese serve un piano straordinario per l'inserimento dei giovani al lavoro, un sistema di tutele per tutti i lavoratori a rischio oltre che incentivi per favorire i consumi. Infine, ma non ultime, misure a favore dei redditi delle famiglie, a partire da pensioni e salari più bassi.
Sono misure prese da tempo e con efficacia in altri paesi e che bisogna adottare anche in Italia, battendosi conto l'immobilismo del Governo. Solo così, rimettendo in moto l'economia del paese sarà possibile restituire dignità e certezza al lavoro di ogni persona.
I primi dati relativi al primo trimestre 2010 anche se lasciano intravedere alcuni segnali di ripresa – un lieve aumento delle esportazioni, sospinte dall’aumento degli scambi internazionali; una lieve crescita del settore industriale che ha recuperato solo in piccola parte il calo subito durante la recessione, una lieve crescita del PIL dello 0,5 per cento e un aumento del portafoglio degli ordini manifatturieri, soprattutto di fonte estera – secondo Unioncamere Emilia-Romagna, sembrano confermare che la crisi è ancora lontana da una sua conclusione.
La situazione è aggravata dal clima di fiducia dei consumatori che è tornato a peggiorare, riflettendo le accresciute preoccupazioni sulla situazione economica e sulle prospettive del mercato del lavoro.
La cassa integrazione guadagni ha registrato una crescita del 384 % rispetto allo stesso periodo del 2009 che pur era già pesantemente negativo.
In particolare, la cassa integrazione straordinaria ha registrato un aumento del 1424 %, ad indicare lo stato di forte difficoltà che sta interessando numerose imprese.
2.1 La situazione in Emilia-Romagna
I dati Istat sulle forze lavoro indicano che in Emilia-Romagna l’occupazione nel corso del 2009 è diminuita dell’1,2 per cento (in Italia la flessione è stata dell’1,6 per cento). I disoccupati sono aumentati di 33mila unità, arrivando a sfiorare quota centomila; il tasso di disoccupazione è passato dal 3,2 per cento del 2008 al 4,8 per cento del 2009, si conferma comunque la Regione Emilia-Romagna come la regione a più alto tasso di occupazione.
La grave situazione congiunturale determina sulla finanza pubblica, da un lato, una forte flessione delle entrate tributarie e, dall’altro, l’esigenza di incrementare le risorse a favore dei ceti sociali più colpiti dall’andamento occupazionale.
Si deve registrare negativamente, in questo contesto, il permanere di vincoli imposti dal patto di stabilità interno che, di fatto, limitano fortemente la possibilità di interventi anticiclici, particolarmente riferibili all’impossibilità di procedere all’incremento delle spese per gli investimenti ed al rispetto dei tempi nei pagamenti ai fornitori.
3. L’assestamento al bilancio regionale per l’esercizio 2010
Il disegno di legge di assestamento del bilancio per l’esercizio 2010 e pluriennale 2010-2012 è stato elaborato nel rispetto del contesto sopra enunciato e, pertanto, non può che confermare la rigorosa impostazione tenuta nella predisposizione del bilancio di previsione. Inoltre, essendo strumento della programmazione finanziaria, è chiamato a svolgere anche una funzione propositiva attenta e allineata con tutte le disposizioni in materia finanziaria.
Alla luce delle chiusure contabili dell’esercizio 2009, si evidenziano i seguenti risultati:
o i residui attivi (crediti della Regione verso lo Stato che non ha trasferito i finanziamenti spettanti alle Regioni per cassa), previsti in Euro 12.184.821.983,12 sono rideterminati in Euro 10.931.463.715,27 con una diminuzione di Euro 1.253.358.267,85.
o i residui passivi, previsti in Euro 7.196.919.063,75 sono rideterminati in Euro 9.585.358.320,18 con aumento di Euro 2.388.439.256,43; (residui delle partite di giro, per la restituzione allo Stato dell’anticipazione sanitaria, per i quali si è modificato l’istituto della perenzione amministrativa).
o il fondo iniziale di cassa stimato in Euro 336.452.340,86 invece risulta di Euro 500.230.981,57 (a causa della anticipazione straordinaria di cassa per 250 milioni di euro a favore delle aziende del sistema sanitario regionale allo scopo di contenere i tempi medi di pagamento ai fornitori di beni e servizi entro 200 giorni)
o l’avanzo di amministrazione, inizialmente previsto in Euro 7.191.355.260,23 risulta rideterminato in Euro 3.647.336.376,66 con una diminuzione di Euro 3.544.018.883,57.
La manovra di assestamento nel suo complesso, con riferimento specifico ai mezzi regionali propri, ammonta complessivamente a 212,4 milioni di euro circa, di cui 103,7 milioni per spese correnti e 108,7 milioni per le spese di investimento in conto capitale.
Vale la pena ricordare che la manovra di assestamento si inserisce nel più ampio quadro della finanza regionale determinato dal bilancio di previsione 2010, le cui cifre ammontano a entrate e spese per 14.111,2 milioni di euro. Il quale è teso a sostenere il sistema Emilia-Romagna per l’uscita dalla crisi e a creare le basi per la ripresa, che salvaguardi i posti di lavoro, la qualità ambientale e sociale e lo sviluppo della società regionale come realtà moderna e socialmente coesa.
4. Gli obiettivi della manovra di assestamento
La Regione ha posto per il 2010 in primo piano, in un contesto generale di difficoltà della finanza pubblica, gli interventi per vincere la battaglia in difesa dell’occupazione, finanziando gli ammortizzatori sociali posti a tutela del posto di lavoro, gli interventi a sostegno delle persone, delle famiglie, del lavoro e delle imprese, per salvaguardare il sistema del welfare e dell’ambiente, attraverso lo sviluppo sostenibile.
Tre sono le priorità su cui la Regione propone di concentrare la propria azione ed i propri finanziamenti autonomi.
Per quanto riguarda la prima priorità, le linee d’intervento nell’azione politico-amministrativa della Regione per contenere gli effetti della crisi economica ed occupazionale riguardano:
in sanità per il mantenimento dell’equilibrio della spesa 60 mln€
manutenzione e acquisto attrezzature nonché di tecnologie a destinazione sanitaria 15 mln€
per interventi nel campo dell’assistenza sociale 7 mln€ di cui per il sostegno alle famiglie numerose 5 mln€
per l’accesso ai servizi per la prima infanzia 3.5 mln€
1 mln€ per il sostegno all’affitto e 1 milione di euro per le emergenze abitative ( sospensione esecuzione procedure di sfratto)
1,5 milioni di euro per l’autonomia delle scuole e progetti innovativi;
1,2 milioni di euro per le borse di studio a studenti universitari;
4,66 milioni di euro per l’edilizia universitaria e l’acquisto di attrezzature e strutture per studenti universitari;
5 milioni di euro come misure specifiche per migliorare la competitività del sistema produttivo e per il sostegno alla qualificazione delle imprese attraverso la costruzioni di reti di imprese e all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali anche in forma cooperativa;
3,5 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive presenti sul territorio dell’Emilia-Romagna per offrire un sostegno a uno dei settori portanti dell’economia italiana ed emiliano-romagnola, in un momento di così grave difficoltà per il Paese;
2 milioni di euro per la riqualificazione di aree commerciali e mercatali.
Con l’assestamento al bilancio si procede inoltre all’attuazione dell’accordo di programma per la realizzazione di interventi in ambito urbano per la realizzazione di alloggi a canone sostenibile, mediante l’utilizzo di fondi statali per 16,6 milioni di euro e di fondi regionali per 15 milioni di euro.
Per quanto riguarda la seconda priorità, al fine di mantenere l’impegno assunto dalla regione con il bilancio 2010 di potenziare la green economy, nuova industria delle tecnologie, del risparmio energetico, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e delle nuove forme per la produzione elettrica,
sono previsti 12,2 milioni di euro per il potenziamento di investimenti specifici per la dotazione energetica delle aree, mediante impianti a fonti rinnovabili e la sperimentazione di moderni sistemi energetici territoriali presso gli edifici pubblici.
In relazione alla terza priorità individuata per la manovra di assestamento al bilancio, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità del sistema ambientale garantendo la sicurezza del territorio, i principali interventi su cui si è concentrata l’azione della regione sono:
22,4 milioni di euro per interventi di ristrutturazione straordinaria delle strade, anche per le strade comunali e provinciali, danneggiate dagli eventi atmosferici;
5,3 milioni di euro per potenziare il sistema di protezione civile, anche per finanziare interventi indifferibili e urgenti;
5,3 milioni di euro per i lavori urgenti di messa in sicurezza del territorio e per la difesa del suolo e della costa;
2,3 milioni di euro destinati ad interventi di prevenzione, tramite opere di sistemazione idrografica superficiale e di bonifica.
Alle tre descritte priorità si aggiungono le somme destinate alla Valmarecchia pari a 11 mln€ in tre anni:
più specificamente sono previsti: 1 milione di euro per progetti in materia turistica e di riqualificazione commerciale non finanziabili dalla regione Marche e 2,5 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada provinciale marecchiese.
Infine i risparmi di spesa della macchina amministrativa (che, lo ricordo, è la meno costosa tra tutte le regioni italiane) ammontano ad oltre 2 milioni di Euro, che si aggiungono agli oltre 600.000 già risparmiati a seguito delle decisioni dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa.
Con l’assestamento vengono inoltre destinati 4,6 milioni di euro di spese correnti e 4,5 milioni di euro di spese di investimento per il settore della cultura, dello sport e per i progetti per i giovani.
Prosegue inoltre l’impegno della Regione per garantire a tutto il territorio l’accesso alla rete veloce internet grazie al piano telematico e per l’adeguamento del sistema informativo-informatico regionale nella prospettiva del rinnovamento e della razionalizzazione dell'informatizzazione interna. Per questi interventi con l’assestamento vengono destinati ulteriori 35,5 milioni di euro per il triennio 2010-2012.
Le risorse complessivamente destinate all’agricoltura sono 3,80 milioni di euro destinate ad iniziative di promozione dei prodotti agricoli, anche per sostenere le agro biodiversità, a interventi per combattere le fitopatie e a prevenire i danni arrecabili alle produzioni agricole da interventi faunistico-venatori. Sono inoltre previste risorse destinate a contributi ai consorzi fidi per facilitare l'accesso al credito e il potenziamento degli interventi per la manutenzione delle opere di bonifica.
Nel Piano di azione ambientale regionale 2008-2010 sono previsti interventi per eliminare l’amianto dai luoghi di lavoro per 4 milioni di euro. Considerando anche l’apporto dei privati (il contributo regionale infatti oscilla tra il 35 e il 45% del costo di ogni intervento) l’investimento complessivo supererà i 7 milioni di euro.
Settore di spesa Spesa corrente Spesa d’investimento
Agricoltura e Bonifiche 2,60 1,20
Ambiente e difesa del suolo 0,63 10,82
Attività produttive 5,00 12,2
Cultura, Sport e progetto giovani 4,62 4,5
Gestione associata enti locali 1,00
Politiche sociali 7,00 3,5
Programmazione territoriale, urbanistica e edilizia 3,66 2,5
Protezione civile 3,96 1,35
Sanità 60,00 15,00
Scuola e Formazione professionale 2,78 4,66
Sicurezza e polizia locale 1,7
Sistemi informativi e piano telematico 2,41 35,51
Trasporti 1,66 25,32
Turismo e commercio 7,75 3,00
5. Ad adiuvandum i numeri del Bilancio di previsione 2010
Le cifre del bilancio di previsione 2010: entrate e spese per 14.111,2 milioni di euro, dei quali:
spesa corrente:
11.742,6 milioni di euro per garantire i servizi messi a disposizione dei cittadini (ad esempio quelli sanitari, sociali, ecc.) e per il pagamento delle quote interessi sui mutui. Sono comprese anche le spese per il funzionamento dell’Ente, 352,4 milioni di euro (2,5% del bilancio), in calo dell’ 1.5% rispetto al dato 2009.
8.830,5 milioni di euro per la tutela della salute e la salvaguardia dello stato sociale.
508,8 milioni di euro per il territorio, ambiente e trasporti.
413,4 milioni di euro per l’istruzione e la cultura.
spese per investimento:
1.145, 3 milioni di euro per territorio, ambiente, trasporti, viabilità e casa, con una dotazione dei quali 503,4 sono destinati a trasporti e viabilità.
608,4 milioni di euro per lo sviluppo economico
228,4 milioni di euro per salute e solidarietà sociale
Il dato complessivo degli investimenti al 2010 raggiunge quota 2.248,2 milioni di euro, al netto dei fondi FAS.
Più specificatamente per le Imprese:
per la competitività 108,9 milioni di euro, più 226,5 milioni di euro di investimenti del Programma operativo regionale FESR 2007-2013
accesso al credito per il commercio e turismo, interventi in garanzia per 7,7 milioni di euro, più per l’industria e l’artigianato risorse complessive a 95,7 milioni di euro più sostegno al credito delle imprese agricole 9,7 milioni di euro.
Per l’internazionalizzazione delle imprese vanno 10 milioni di euro, sostegno alla costruzione di reti di imprese e l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali 6,5 milioni di euro, ai quali si aggiungono risorse europee pari a 8 milioni di euro.
Anche il programma del Fondo Europeo per la pesca ha avuto risorse importanti, pari a circa 3 milioni di euro,
Per la promozione turistica sono previsti interventi pari a 18 milioni di euro, a cui si aggiungono i fondi del Programma operativo FESR 2007-2013 per oltre un milione di euro.
nel campo della green economy, per la realizzazione delle aree ecologicamente attrezzate, e per interventi di dotazione degli edifici pubblici di fonti di energie fotovoltaiche e per avviare la certificazione energetica degli edifici risorse pari a 76 milioni di euro.
Per il welfare:
quasi 88 milioni di euro, 22 dei quali costituiscono un Fondo straordinario al quale potranno attingere i Comuni, in crisi di risorse per effetto della diminuzione dei trasferimenti statali.
la sanità potrà contare su oltre 7.788 milioni di euro provenienti dal fondo sanitario nazionale, cui si aggiungono risorse proprie della Regione per il miglioramento dei servizi per la salute.
fondo per la non autosufficienza degli anziani incrementato di ulteriori 10 milioni di euro, superando così i 410 milioni di euro.
Per il diritto allo studio, l’accesso al sapere, l’istruzione, le borse di studio e per il lavoro e la formazione sono previsti complessivamente 411,71 milioni di euro, più 7 milioni per l’edilizia scolastica e universitaria e l’acquisto di attrezzature.
Realizzazione di 10.000 alloggi in 10 anni, per l’affitto e per la prima casa. Per l’acquisto della casa per giovani coppie 12 milioni di euro, che si aggiungono agli oltre 13 milioni già previsti nel 2009. Per il sostegno all’affitto è previsto un fondo per 3 milioni di euro.
Confermati gli indirizzi di legislatura in tema di cultura, l’impegno per il 2010 è di circa 25 milioni
Per le infrastrutture, l’ambiente ed il territorio
Per il trasporto pubblico locale e i sistemi di mobilità sono destinati 938,59 milioni di euro, di cui 491 milioni per la rete stradale e per l’acquisto e l’adeguamento di bus anti-smog, per il potenziamento delle linee e l’acquisto di nuovi treni. Per riequilibrare il sistema di trasporto delle merci, sviluppando quello ferroviario, sono previsti 3 milioni di euro per le imprese logistiche e ferroviarie (condizione è che "scontino" il contributo dalle tariffe applicate ai clienti). Queste misure si collocano nell’ambito della realizzazione del progetto “La cura del ferro”.
Per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile sono previste risorse pari a 156,26 milioni di euro, mentre all’agricoltura sono destinati 116 milioni di euro. Inoltre la Regione cofinanzierà il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 con circa 90 milioni di euro.
Gli interventi di sicurezza territoriale, difesa del suolo e della costa e gli interventi di protezione civile saranno complessivamente finanziati per 142,94 milioni di euro.
Meno costi di funzionamento e meno debiti
Continua l’impegno della Regione per razionalizzare il funzionamento della propria struttura amministrativa. Alcuni interventi, come ad esempio il passaggio del Bollettino ufficiale dalla carta al formato digitale, consentono consistenti risparmi. Nel complesso, questo ed altri interventi portano ad una riduzione della spesa per il funzionamento dell’Ente, in linea rispetto ad un andamento ormai costante da diversi anni. Il dato di previsione per il 2010 è inferiore dell’1,5% rispetto al dato 2009.
Continua anche la riduzione dello stock del debito della Regione: nel 2010 si riduce rispetto all’anno precedente di 55,84 milioni di euro. L’Emilia-Romagna è, tra le regioni a statuto ordinario, quella che presenta il più basso indebitamento pro capite e il più basso indebitamento su PIL regionale.
Cons. Luciano Vecchi
Vicepresidente commissione bilancio
Relatore sull’assestamento di bilancio
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