Dettaglio
21 luglio 2010
Assestamento di bilancio e Legge finanziaria regionale 2010
21 luglio 2010
Oggetti:
- Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: Legge finanziaria regionale
- Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: Assestamento del Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2010 e del Bilancio pluriennale 2010-2012
R E L A Z I O N E
Premessa
L’ordinamento contabile, disciplinato con la L.R. 15 novembre 2001, n. 40, assegna all’assestamento di bilancio le funzioni di: aggiornare i residui attivi e passivi, la giacenza di cassa e il saldo finanziario sulla base delle definitive risultanze contabili dell’esercizio precedente. Perciò si procede, su tale base, a rideterminare i valori della giacenza di cassa, del risultato di amministrazione e dei residui attivi e passivi. I risultati conseguiti nel 2009 saranno compiutamente analizzati in occasione della relazione annuale sul Rendiconto generale della Regione.
Nell’ambito dei lavori preparatori alla adozione dei provvedimenti, oggi in esame, come I commissione dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna abbiamo voluto convocare l’udienza conoscitiva per conoscere gli orientamenti e le valutazioni dei rappresentanti della società civile e delle categorie economiche sia rispetto all’assestamento del bilancio della Regione che per quanto riguarda le priorità da seguire nelle politiche del nostro territorio.
Il confronto con la società civile è per noi sostanza del nostro modo di concepire la politica al servizio dell’interesse comune. Si tratta di meglio definire gli obiettivi politici ma anche di valutare la corrispondenza tra gli strumenti a disposizione con i risultati concreti dell’azione di governo.
Questa discussione – sul completamento del bilancio regionale per il 2010 – avviene mentre, a livello nazionale, si sta discutendo di una “manovra” finanziaria che – se non modificata – rischia di modificare la “Costituzione reale” del Paese, espropriando le Regioni e il sistema delle Autonomie Locali delle risorse per assolvere ai compiti che sono loro assegnati. Per l’Emilia-Romagna – allo stato delle cose – si tratterebbe di una taglio, per il 2011, di oltre 650 milioni di Euro, quasi il 25% del bilancio extra-sanitario.
Se così fosse gli scenari futuri sarebbero inediti ed inquietanti.
Pieno sostegno va all’iniziativa, promossa unitariamente dai Presidenti di tutte le Regioni italiane, per cambiare profondamente una manovra ingiusta ed iniqua che va, peraltro, in direzione opposta ad una federalismo che rischia di soccombere prima di vedere la luce.
Vale la pena ricordare che la manovra di assestamento si inserisce nel più ampio quadro della finanza regionale determinato dal bilancio di previsione 2010, le cui cifre ammontano a entrate e spese per 14.111,2 milioni di euro. Il quale è teso a sostenere il sistema Emilia-Romagna per l’uscita dalla crisi e a creare le basi per la ripresa, che salvaguardi i posti di lavoro, la qualità ambientale e sociale e lo sviluppo della società regionale come realtà moderna e socialmente coesa.
L’assestamento del bilancio 2010, pari a circa 210 milioni di euro, pone al centro dell’attenzione una valutazione complessiva delle dinamiche delle risorse e delle spese intervenute nella prima parte dell’anno, e un momento di attenzione alla gestione del bilancio stesso, mediante la quale vengono perseguiti gli obiettivi di governo prefissati. Infatti, attraverso l’assestamento, vengono aggiornati i residui attivi e passivi, la giacenza di cassa e il saldo finanziario.
L’assestamento non può essere considerato solamente come mero fatto tecnico di aggiornamento dei dati derivanti dal conto consuntivo, ma rappresenta anche un momento di valutazione complessiva delle dinamiche delle risorse e delle spese intervenute nella prima parte dell’anno e di rinnovata attenzione alla gestione del bilancio mediante la quale vengono perseguiti gli obiettivi di governo prefissati. Attraverso l’assestamento, quindi, debbono essere operate quelle rettifiche e quelle integrazioni, alle previsioni delle entrate e delle spese, con riferimento sia alla competenza sia alla cassa, necessarie al fine di aderire alle esigenze emerse nel corso dei primi mesi di gestione, aggiornando i profili finanziari delle politiche da perseguire, in coerenza dei mutamenti del quadro delle risorse disponibili. Dal lato delle entrate, le previsioni di competenza e di cassa sono riviste alla luce del quadro di riferimento, tenendo conto anche della più recente evoluzione del gettito di ciascuna entrata. Le previsioni di cassa tengono conto, in particolare, degli eventuali scostamenti della consistenza effettiva dei residui rispetto alla consistenza presunta utilizzata in sede di formazione delle previsioni iniziali.
In tale contesto l’assestamento esplica, di conseguenza, anche una funzione di adeguamento nel corso della gestione e si pone come componente della manovra di bilancio, essendo chiamato a svolgere una funzione ricognitiva delle tendenze in atto.
La situazione dell’economia nazionale e regionale
La manovra di assestamento al bilancio si sviluppa in un momento particolarmente difficile per l’economia italiana, a causa della crisi economica internazionale.
Sono centinaia di migliaia le imprese che denunciano la riduzione di ordini e commesse. A livello nazionale il ricorso alla cassa integrazione è 10 volte più alto di due anni fa; la disoccupazione sfiora ormai il 9% e supera il 28% tra chi ha meno di 30 anni, per di più l'Italia continua ad avere più bassi livelli di occupazione femminile.
Per non parlare di quei tantissimi giovani che perdono anche quel lavoro precario o a termine che faticosamente avevano trovato, dopo lunghe e umilianti attese. Risulta evidente quanto sia irresponsabile e propagandistico, come fa il Governo, far credere ogni giorno agli italiani che la crisi sia ormai alle nostre spalle.
Basti pensare che nel 2009 a livello nazionale diversi sono stati gli indicatori negativi, come evidenziato anche dalla relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia, presentata il 31 maggio 2010:
• Il PIL ha segnato una contrazione del 5 per cento, la più marcata del dopoguerra.
• Si è arrestata la flessione del terziario.
• È proseguita, pur attenuandosi, la flessione delle costruzioni.
• L’inflazione è calata su valori storicamente bassi, allo 0,8 per cento nella media del 2009 (dal 3,3 dell’anno precedente), vi ha contribuito soprattutto la forte decelerazione dei prezzi dei beni e dei servizi importati.
• l’occupazione si è ridotta di 815.000 unità (da aprile 2008 a marzo 2010). Il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel marzo di quest’anno l’8,8 per cento, ritornando sui livelli del 2001.
Non serve coltivare illusioni e fare gioghi di prestigio. Quel che serve sono politiche concrete anticrisi: un accesso più facile al credito bancario per le imprese; sostegni alle aziende per aiutarle a investire e esportare: apertura di cantieri di opere pubbliche. Al nostro paese serve un piano straordinario per l'inserimento dei giovani al lavoro, un sistema di tutele per tutti i lavoratori a rischio oltre che incentivi per favorire i consumi. Infine, ma non ultime, misure a favore dei redditi delle famiglie, a partire da pensioni e salari più bassi.
Sono misure prese da tempo e con efficacia in altri paesi e che bisogna adottare anche in Italia, battendosi conto l'immobilismo del Governo. Solo così, rimettendo in moto l'economia del paese sarà possibile restituire dignità e certezza al lavoro di ogni persona.
Nel secondo semestre si è avviata una moderata ripresa, soprattutto a seguito del graduale miglioramento delle esportazioni, sospinte dall’aumento degli scambi internazionali. Nello stesso periodo il settore industriale è tornato a crescere, recuperando però solo in piccola parte il calo subito durante la recessione.
Il clima di fiducia dei consumatori è tornato a peggiorare, riflettendo le accresciute preoccupazioni sulla situazione economica e sulle prospettive del mercato del lavoro
Sulla base delle stime preliminari pubblicate dall’Istat, nel primo trimestre 2010 il PIL è cresciuto dello 0,5 per cento sul periodo precedente. In marzo e aprile le inchieste qualitative presso le imprese hanno rilevato opinioni più favorevoli sulla situazione economica generale. È aumentato il portafoglio degli ordini manifatturieri, soprattutto di fonte estera; ne ha tratto beneficio l’attività industriale, in moderato recupero.
Secondo Unioncamere Emilia-Romagna, i primi dati relativi al 2010 sembrano confermare che la crisi sia ancora lontana da una sua conclusione. La cassa integrazione guadagni nel primo trimestre 2010 ha registrato una crescita del 384% rispetto allo stesso periodo del 2009 che pur era già pesantemente negativo. In particolare, la cassa integrazione straordinaria ha registrato un aumento del 1424%, ad indicare lo stato di forte difficoltà che sta interessando numerose imprese regionali.
I dati Istat sulle forze lavoro indicano che in Emilia-Romagna l’occupazione nel corso del 2009 è diminuita dell’1,2 per cento (in Italia la flessione è stata dell’1,6 per cento). I disoccupati sono aumentati di 33mila unità, arrivando a sfiorare quota centomila; il tasso di disoccupazione è passato dal 3,2 per cento del 2008 al 4,8 per cento del 2009, si conferma comunque la Regione Emilia-Romagna come la regione a più alto tasso di occupazione.
Oltre alla cassa integrazione guadagni, un altro aspetto che ha caratterizzato negativamente questa fase congiunturale è stato l’andamento delle esportazioni, con una forte contrazione del comparto metalmeccanico. Nel mese di gennaio 2010, ultimo dato disponibile, è proseguita la flessione, con una diminuzione del 6,3 per cento delle esportazioni rispetto a gennaio 2009. E’ in crescita il numero delle imprese esportatrici; molte aziende, anche di piccole dimensioni, nel tentativo di trovare nuovi sbocchi commerciali si stanno affacciando per la prima volta sui mercati esteri, realizzando fuori dai confini nazionali piccole quote di fatturato.
La grave situazione congiunturale determina sulla finanza pubblica, da un lato, una forte flessione delle entrate tributarie e, dall’altro, l’esigenza di incrementare le risorse a favore dei ceti sociali più colpiti dall’andamento occupazionale.
Si deve registrare negativamente, in questo contesto, il permanere di vincoli imposti dal patto di stabilità interno che, di fatto, limitano fortemente la possibilità di interventi anticiclici, particolarmente riferibili all’impossibilità di procedere all’incremento delle spese per gli investimenti ed al rispetto dei tempi nei pagamenti ai fornitori.
Le norme finanziarie dello Stato per il 2010: le disposizioni di maggior rilievo per la finanza regionale
Il bilancio di previsione dell’esercizio 2010, approvato con la legge regionale n. 25 del 22 dicembre 2009, è stato predisposto sulla base della situazione a legislazione vigente; ciò rende necessaria una ricognizione degli accadimenti legislativi e finanziari intervenuti in questo arco temporale, al fine di adeguare le poste di entrata e di spesa a seguito anche delle disposizioni normative statali intervenute nel frattempo. Ci si riferisce, in particolare, a quelle recate dalla Legge finanziaria dello Stato per il 2010 (Legge 23 dicembre 2009, n. 191), anche se le basi della manovra di finanza pubblica per il 2010, sono state poste nell’estate del 2008 con l’approvazione del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazioni nella Legge 6 agosto 2008, n. 133 e modificato successivamente dai c.d. “decreti anticrisi”.
La più importante disposizione della legge finanziaria per il 2010 per la finanza regionale è l’attuazione dell’Intesa in materia sanitaria, Patto per la salute, per il triennio 2010-2012, sancita nella riunione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 3 dicembre 2009, in funzione dell’esigenza di assicurare l’equilibrio economico-finanziario della gestione sanitaria in condizioni di efficienza e appropriatezza. Sono state garantite risorse aggiuntive per 1.600 milioni di euro per il 2010 (anno 2009, 104.600 milioni di euro), 1.719 milioni di euro per l’anno 2011 e un incremento pari al 2,8% nel 2012. Il triennio 2010-2012 per la sanità regionale resta comunque difficile in quanto il trend di crescita annua del finanziamento è inferiore rispetto a quello tendenziale e a quello reale dei costi registrato in questi anni.
Per quanto concerne il piano degli investimenti di edilizia sanitaria, sono stati riattivati i finanziamenti per gli investimenti in sanità, con un incremento di risorse pari a 4,7 miliardi per il triennio 2010-2012 e un ampliamento delle disponibilità complessive dell’art. 20 legge 67/88 aumentando le risorse da 23 a 24 miliardi e destinando tale incremento prioritariamente alle regioni che hanno esaurito la loro disponibilità attraverso la sottoscrizione di accordi di programma.
Con la legge finanziaria 2010 è stato ricostituito, per l’anno 2010, per 400 milioni di euro il Fondo per le non autosufficienze, al fine di garantire i livelli essenziali delle prestazioni assistenziali a favore delle persone non autosufficienti.
Per quanto riguarda i trasferimenti statali al bilancio regionale, con la legge finanziaria 2010 sono stati ridotti i finanziamenti in materia di politiche sociali, e, in particolare: il fondo per le politiche sociali, il fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e il fondo nazionale per l’accesso alle abitazioni in locazione.
La disciplina in materia di Patto di stabilità per l’anno 2010 è dettata dall’art. 77 ter del DL 112/2008, convertito con modificazioni nella Legge 133/2009, che prevede un incremento dell’1% rispetto all’obiettivo programmatico fissato per l’anno 2009. La Regione sarà pertanto vincolata anche quest’anno ad una attenta gestione delle spese, considerando che la più consistente componente di spesa esclusa dalle limitazioni del patto è quella sanitaria. Sono previste sanzioni particolarmente gravose in caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno: la non possibilità di impegnare spese correnti, al netto delle spese per la sanità, in misura superiore all'importo annuale minimo dei corrispondenti impegni effettuati nell'ultimo triennio; l’impossibilità di ricorrere all'indebitamento per gli investimenti; il divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale.
Il sistema di finanziamento delle Regioni, dopo otto anni dall’intervenuta riforma del Titolo V Parte II della Costituzione, in forza della legge costituzionale n. 3/2001 e dopo un periodo di studio e sperimentazione e la formulazione di proposte di legge già nel corso della precedente legislatura, sarà profondamente modificato dalla legge delega 5 maggio 2009, n. 42, ma, ancora per il 2010, sarà disciplinato dal Decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, fino alla completa attuazione della legge delega sul federalismo fiscale. I decreti legislativi attuativi della sopracitata legge delega, che definiranno il nuovo assetto dei rapporti economico-finanziari tra lo Stato, le Regioni e gli enti locali, verranno emanati entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge. Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 20 maggio 2010, ha approvato il primo decreto attuativo dell’articolo 19 della legge n. 42 del 2009, in materia di federalismo demaniale.
L’assestamento al bilancio regionale per l’esercizio 2010
L’assestamento del bilancio per l’esercizio 2010 e pluriennale 2010-2012 è stato elaborato nel rispetto del contesto sopra enunciato e, pertanto, non può che confermare la rigorosa impostazione tenuta nella predisposizione del bilancio di previsione. Inoltre, essendo strumento della programmazione finanziaria, è chiamato a svolgere anche una funzione propositiva attenta e allineata con tutte le disposizioni in materia finanziaria.
Alla luce delle chiusure contabili dell’esercizio 2009, così come definite dalle determinazioni n. 4207 e n. 4208 del 23 aprile 2010, si evidenziano i seguenti risultati:
o i residui attivi (ciò è sostanzialmente dovuto al fatto che lo Stato non ha trasferito i finanziamenti spettanti alle Regioni per cassa, con riferimento alle voci più consistenti di entrata dei bilanci regionali), previsti in Euro 12.184.821.983,12 sono rideterminati in Euro 10.931.463.715,27 con una diminuzione di Euro 1.253.358.267,85. Questo fenomeno, oltre che causare la formazione di residui attivi (crediti della Regione verso lo Stato), comporta evidenti conseguenze anche sotto il profilo della capacità di spesa (pagamenti) delle Regioni, che devono gravarsi di una pesante attività gestionale (in quanto la situazione della liquidità di cassa deve essere quotidianamente monitorata), anche per tenere conto delle esigenze dei propri creditori
o i residui passivi, previsti in Euro 7.196.919.063,75 sono rideterminati in Euro 9.585.358.320,18 con aumento di Euro 2.388.439.256,43; (l’aumento rilevato per i residui passivi si riferisce ai residui delle partite di giro, per la restituzione allo Stato dell’anticipazione sanitaria, per i quali si è modificato l’istituto della perenzione amministrativa).
o il fondo iniziale di cassa stimato in Euro 336.452.340,86 invece risulta di Euro 500.230.981,57 (Nonostante la pesante situazione della liquidità, condizionata, da un lato, dai rilevanti crediti che la Regione vanta nei confronti dello Stato e che ancora oggi superano 1,5 miliardi di euro, e dall’altro, dalla modifica al sistema di Tesoreria Unica apportato dall’art. 77 quater del decreto legge 112/2008, è stata disposta una anticipazione straordinaria di cassa per 250 milioni di euro a favore delle aziende del sistema sanitario regionale allo scopo di contenere i tempi medi di pagamento ai fornitori di beni e servizi entro 200 giorni)
o Dal lato delle entrate, le previsioni di competenza sono state riviste alla luce del quadro economico-finanziario di riferimento, anche tenendo conto della più recente evoluzione del gettito di ciascuna entrata che, tuttavia, registra un perdurante ed elevato margine di incertezza, con riferimento sia alle entrate proprie sia a quelle spettanti sulla base del D.lgs.56/2000. L’incertezza sulle previsioni di entrata è da imputarsi anche alle scelte del legislatore nazionale, con le manovre finanziarie, di intervenire sulle basi imponibili dei più consistenti tributi regionali. Le previsioni di cassa, per quanto concerne le entrate, sono state rimodulate sulla base della consistenza effettiva dei residui rispetto alla consistenza presunta utilizzata in sede di formazione delle previsioni iniziali.
o l’avanzo di amministrazione, inizialmente previsto in Euro 7.191.355.260,23 risulta rideterminato in Euro 3.647.336.376,66 con una diminuzione di Euro 3.544.018.883,57.
Per rispondere all’attuale situazione di crisi servono scelte di medio e lungo periodo capaci di affrontare in modo adeguato i grandi cambiamenti in atto, attrezzandosi per quella che sarà l’economia del futuro. Con questa direzione di marcia, nel maggio del 2009 la Regione ha sottoscritto con le istituzioni e le parti sociali un Patto contro la crisi, decidendo di investire sulle capacità e le competenze delle persone, per mantenere il livello competitivo dell'economia regionale e la coesione sociale, nel presupposto che competitività e coesione sociale si rafforzano vicendevolmente e quindi salvaguardando insieme capacità produttive e lavoro, occupazione e capacità professionali, sicurezza sociale, allo scopo di individuare e promuovere concretamente le scelte per rilanciare una nuova fase di sviluppo, ancora più equa e solidale.
Con l’assestamento del bilancio 2010 si è provveduto ad assicurare finanziamenti volti a rispettare gli impegni politici assunti nei documenti e nelle occasioni precedenti. I principi ispiratori possono essere così sintetizzati: contenimento delle spese di funzionamento e individuazione di scelte volte a massimizzare e porre in sinergia tra loro le risorse da destinare al perseguimento delle politiche istituzionali dell’ente.
Per quanto riguarda le spese di funzionamento della macchina regionale si è proceduto al riordino, alla razionalizzazione e al contenimento, nonostante le complessità ed i vincoli insiti nello svolgimento delle attività istituzionali dell’ente. Le riduzioni, nell’ordine del 20-25% rispetto al bilancio 2009, si sono concentrate, in particolare, su alcune voci riferite a:
Capitolo Descrizione Stanziato 2009 Stanziato 2010 dopo manovra di assestamento Riduzione
750 Spese di rappresentanza 196.175,00 156.940,00 -20%
2100 Spese per studi e consulenze 1.140.000,00 880.000,00 -23%
4000 Spese per l'esternalizzazione di servizi 668.000,00 220.000,00 -67%
4430 Spese per attività di comunicazione 5.670.000,00 4.530.000,00 -20%
4480 Spese per l'organizzazione o la partecipazione a convegni e congressi e manifestazioni di rappresentanza 700.000,00 550.000,00 -21%
4485 Contributi a enti e associazioni per iniziative relative all'organizzazione di convegni, congressi e altre manifestazioni di rappresentanza 1.300.000,00 1.040.000,00 -20%
5040 Spese per il servizio automobilistico e per il rinnovo del parco autovetture 1.600.000,00 1.474.000,00 -8% la riduzione del 20% è sulla spesa per noleggio con conducente (autoblu)
Inoltre, con l’art. 28 della legge finanziaria sono state apportate modifiche alla legge regionale n. 42 del 1995, abrogando quelle disposizioni che introducevano le indennità di missione per i consiglieri regionali e gli assessori, da cui si attendono ulteriori riduzioni alle spese di funzionamento.
Le politiche di spesa, delineate nel bilancio di previsione, sono state integrate al fine di meglio corrispondere alle necessità di finanziamento delle decisioni programmatiche di legislatura e le variazioni proposte, che andranno ad incrementare le disponibilità di spesa sia corrente sia di investimento, evidenziano che le “scelte di qualità” effettuate, che si prefiggono di onorare gli impegni politici assunti, riconfermano e rafforzano gli indirizzi fondamentali del bilancio di previsione.
Gli obiettivi della manovra di assestamento
La Regione ha posto per il 2010 in primo piano, in un contesto generale di difficoltà della finanza pubblica, gli interventi per vincere la battaglia in difesa dell’occupazione, finanziando gli ammortizzatori sociali posti a tutela del posto di lavoro, gli interventi a sostegno delle persone, delle famiglie, del lavoro e delle imprese, per salvaguardare il sistema del welfare e dell’ambiente, attraverso lo sviluppo sostenibile.
Tre sono le priorità su cui la Regione propone di concentrare la propria azione ed i propri finanziamenti autonomi: interventi finalizzati a contenere gli effetti della crisi economica ed occupazionale, investimenti nel settore della green economy e interventi per la viabilità e per la messa in sicurezza del territorio, anche per fronteggiare i gravi fenomeni di dissesto causati dagli eventi atmosferici che nei recenti mesi hanno interessato la regione.
Per quanto riguarda la prima priorità, le linee d’intervento nell’azione politico-amministrativa della Regione riguardano:
60 milioni di Euro destinati a garantire il mantenimento dell’equilibrio della spesa del Servizio Sanitario come obiettivo prioritario di sistema, conservando comunque fermi i principi di qualità, adeguatezza e appropriatezza delle prestazioni;
15 milioni di Euro a sostegno del programma di investimenti per la realizzazione, ristrutturazione, acquisto, completamento di strutture, relativi impianti e attrezzature, nonché di tecnologie a destinazione sanitaria, anche al fine dell’adeguamento alle normative in tema di sicurezza e accreditamento del patrimonio sanitario e socio-assistenziale;
7 milioni di euro per interventi nel campo dell’assistenza sociale, per garantire ai comuni la possibilità di rispondere tempestivamente ai bisogni dei propri cittadini. La crisi economica, infatti, ha prodotto un forte aumento di domanda di servizi alla persona da parte della popolazione, in particolare in relazione ai soggetti più deboli. Questa crescente pressione sui servizi garantiti dai comuni si accompagna ad una diminuita disponibilità complessiva di risorse a valere sui bilanci comunali, dovuta anche alla forte riduzione dei trasferimenti statali finalizzati al sostegno delle politiche sociali;
3,5 milioni di euro per la costruzione, l’acquisto e il restauro di edifici da destinare a servizi educativi per la prima infanzia;
1 milione di euro per il sostegno all’affitto delle famiglie economicamente disagiate, che si aggiungono a quanto già stanziato nel bilancio di previsione allo scopo di integrare il ridotto intervento statale su un settore su cui si rileva un preoccupante aggravarsi del disagio abitativo;
1 milione di euro per la costituzione di un fondo di garanzia finalizzato a superare le emergenze abitative e per la sospensione dell’esecuzione delle procedure di sfratto già convalidate;
1,5 milioni di euro per azioni per la qualità del sistema scolastico, anche attraverso interventi per valorizzare l’autonomia delle scuole e sostenere i progetti innovativi;
1,2 milioni di euro per le borse di studio a studenti universitari;
4,66 milioni di euro per l’edilizia universitaria e l’acquisto di attrezzature e strutture per studenti universitari;
6 milioni di euro come misure specifiche per migliorare la competitività del sistema produttivo e per il sostegno alla qualificazione delle imprese attraverso la costruzione di reti di imprese e all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali anche in forma cooperativa e per la realizzazione di strutture per attività di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico;
3,5 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive presenti sul territorio dell’Emilia-Romagna per offrire un sostegno a uno dei settori portanti dell’economia italiana ed emiliano-romagnola, in un momento di così grave difficoltà per il Paese;
2 milioni di euro per la riqualificazione di aree commerciali e mercatali.
Con l’assestamento al bilancio si procede inoltre all’attuazione dell’accordo di programma per la realizzazione di interventi in ambito urbano per la realizzazione di alloggi a canone sostenibile, mediante l’utilizzo di fondi statali per 16,6 milioni di euro e di fondi regionali per 15 milioni di euro.
Per quanto riguarda la seconda priorità, al fine di mantenere l’impegno assunto dalla regione con il bilancio 2010 di potenziare la green economy, nuova industria delle tecnologie, del risparmio energetico, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e delle nuove forme per la produzione elettrica, sono previsti 12,2 milioni di euro per il potenziamento di investimenti specifici per la dotazione energetica delle aree, mediante impianti a fonti rinnovabili e la sperimentazione di moderni sistemi energetici territoriali presso gli edifici pubblici.
In relazione alla terza priorità individuata per la manovra di assestamento al bilancio, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità del sistema ambientale garantendo la sicurezza del territorio, i principali interventi su cui si è concentrata l’azione della regione sono:
22,4 milioni di euro per interventi di ristrutturazione straordinaria delle strade, anche per le strade comunali e provinciali, danneggiate dagli eventi atmosferici;
5,3 milioni di euro per potenziare il sistema di protezione civile, anche per finanziare interventi indifferibili e urgenti;
5,3 milioni di euro per i lavori urgenti di messa in sicurezza del territorio e per la difesa del suolo e della costa;
2,3 milioni di euro destinati ad interventi di prevenzione, tramite opere di sistemazione idrografica superficiale e di bonifica.
Con l’assestamento vengono inoltre destinati 4,6 milioni di euro di spese correnti e 4,5 milioni di euro di spese di investimento per il settore della cultura, dello sport e per i progetti per i giovani. La Regione, nella consapevolezza che la cultura e l’attenzione ai problemi delle giovani generazioni siano elementi imprescindibili di civiltà nonché elementi fondamentali del sistema economico e del welfare emiliano-romagnolo, ha mantenuto gli impegni che aveva assunto con gli operatori per far fronte alla attuale situazione del settore, caratterizzata da un generale decremento delle risorse finanziarie, sia ministeriali, sia degli enti locali.
Prosegue inoltre l’impegno della Regione per garantire a tutto il territorio l’accesso alla rete veloce internet grazie al piano telematico e per l’adeguamento del sistema informativo-informatico regionale nella prospettiva del rinnovamento e della razionalizzazione dell'informatizzazione interna. Per questi interventi con l’assestamento vengono destinati ulteriori 35,5 milioni di euro per il triennio 2010-2012.
Le risorse complessivamente destinate all’agricoltura sono 3,80 milioni di euro destinate ad iniziative di promozione dei prodotti agricoli, anche per sostenere le agro biodiversità, a interventi per combattere le fitopatie e a prevenire i danni arrecabili alle produzioni agricole da interventi faunistico-venatori. Sono inoltre previste risorse destinate a contributi ai consorzi fidi per facilitare l'accesso al credito e il potenziamento degli interventi per la manutenzione delle opere di bonifica.
Mi preme poi sottolineare che attraverso la discussione svolta nella prima commissione sono stare introdotte altre significative novità rispetto al testo di legge iniziale.
Si sono stanziati cento mila euro a favore del finanziamento della legge regionale 09 febbraio 2010, n. 3 norme per la definizione, riordino e promozione delle procedure di consultazione e partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali, credo che questo impegno faccia onore alla nostra regione e penso sia fortemente condiviso anche dai nostri cittadini.
Per coordinare gli interventi della Regione e degli Enti Locali a sostengo della popolazione dell’Abruzzo colpita dal sisma del 6 aprile 2009, al fine di sostenere gli interventi per la realizzazione della centrale operativa del 118 all’Aquila e del Poliambulatorio a Villa S. Angelo, sono stanziati ulteriori 300 mila euro ad integrazione delle risorse già autorizzate nel 2009.
Con l’assestamento al bilancio vengono inoltre rese disponibili, per l’attuazione del Piano di azione ambientale regionale 2008-2010, 5 milioni di euro per contributi ad imprese per la realizzazione di opere ed interventi di risanamento ambientale.
La legge 3 agosto 2009, n. 117 ha disposto il distacco di sette comuni della Valmarecchia dalla regione Marche e la loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna. Gli interventi previsti dall’assestamento al bilancio 2010 tengono conto del mutato assetto regionale. Per gli interventi specifici sul territorio della Valmarecchia sono previsti: 1 milione di euro per progetti in materia turistica e di riqualificazione commerciale non finanziabili dalla regione Marche e 2,5 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada provinciale marecchiese.
La manovra di assestamento nel suo complesso, con riferimento specifico ai mezzi regionali propri, ammonta complessivamente a 214,2 milioni di euro circa, di cui 104,9 milioni per spese correnti e 109,3 milioni per le spese di investimento in conto capitale.
Pertanto, alla luce del parere positivo espresso dalla I Commissione in sede referente nella seduta del 13/07/2010, chiedo all’Assemblea legislativa di approvare l’Assestamento di bilancio per l’esercizio 2010 e la proposta di Legge Finanziaria ad esso collegata.
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